Mountain Photo Festival

Alessandro

"Desertificazione" della montagna: pericolo e opportunità?

Desertificazione... "No ai tagli. Salvate le scuole di montagna" (La Stampa, venerdì 17 ottobre 2008); la crisi economica impone di ridurre i costi di gestione della cosa pubblica... già, forse perché la cosa pubblica adesso deve rimediare ai danni della micro e macro frammentazione speculativa privata...

durante la progettazione del Mountain Photo Festival, mi chiedevo e chiedevo "Ma la montagna è davvero in crisi?"; spopolamento, cambiamenti climatici, digital divide, sfruttamento turistico; dinamiche che rappresentavo come un processo di “desertificazione” in corso e con le quali contestualizzavo l’attualità dei territori di montagna e le analisi socio-economiche che li riguardano

da allora, in soli tre/quattro mesi, la montagna è diventata un territorio in crisi all'interno di un sistema drammaticamente in crisi; tagliare le scuole dei piccoli paesi di montagna vuol dire prendersela con i più deboli, condannandoli a morte come vttime sacrificali di un capitalismo fondamentalista ed anacronistico

scompaiono progressivamente gli uffici postali, gli alimentari, i bar, perché il sistema non è più in grado di sostenere i sovraccosti generati dal vivere in montagna... tagliare anche le scuole è il segnale più evidente che la desertificazione della montagna è un processo realmente "endogeno" perché coinvolge anche e soprattutto la sfera culturale

e allora, se ogni crisi porta con sé opportunità da riconoscere e da saper cogliere, forse dobbiamo fermarci a riflettere sul ruolo che proprio la cultura può avere in questa delicata fase di cambiamento...

parliamone

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Viviana Commento da Viviana su 6 Novembre 2008 a 0:14
'Nel decreto Gelmini si prevedeva l'accorpamento delle scuole sotto i 50 studenti e il commissariamento delle Regioni che non avessero presentato entro novembre il piano di riorganizzazione.
Il governo ha presentato un nuovo testo dell'articolo 3 del decreto legge 154, in discussione al Senato. Il nuovo testo prevede l'accorpamento della dirigenza scolastica per l'anno 2009-2010; dimensionamento della rete scolastica a decorrere dall'anno 2010-2011 mediante un'intesa in sede di Conferenza Unificata; e di conseguenza viene eliminata l'ipotesi del commissariamento delle regioni.'
BENE!
(fonte unità)
Davide Commento da Davide su 1 Novembre 2008 a 17:16
E questo vorrebbe dire:

+AZIENDE = + LAVORATORI CON LE LORO FAMIGLIE = + SERVIZI SUL TERRITORIO (SCUOLE; OSPEDALI; ECC......)
Davide Commento da Davide su 1 Novembre 2008 a 17:11
Sono in pieno accordo con Fabrizio, basta dare colpe alla classe politica crogiulandoci in questo "tutti contro tutti", senza davvero proporre mai niente di alternativo.,,
Se vogliamo davvero tirare in ballo i governi, dal mio modo di vedere e riguardo questo argomento (come già accennato nel mio intervento precedente), una cosa utile sarebbe un'agevolazione fiscale per attività produttive basate sul biologico.
Vedrete che se un imprenditore può spendere 60 al posto che 100, per aprire un'azienda (logicamente a bassissimo impatto ambientale) in un'area a scarsa densità di popolazione e di diretti concorrenti, dopo poco tempo si formerà la fila...
Fabrizio Commento da Fabrizio su 31 Ottobre 2008 a 10:28
vedo molta rabbia i questi interventi e la rabbia è un'ottima forma di energia... a patto che non resti tale. La rabbia è VORREI CHE FOSSE DIVERSO, e questo atteggiamento presuppone, per diventare realtà, una FORZA interiore legato ad una serenità di visione che ha poco a che fare con le nostre caratteristiche... Noi italiani siamo grandi creativi, grandi sognatori, grandi.... ma non conosciamo bene le dinamiche del passaggio tra il momento di IDEA e quello di REALIZZAZIONE... e per favore non diamo solo la colpa ai politici! E' radicato profondamente nel ns dna. Che fare, allora? + creatività, + realizzazione :-)
Alessandra Muroni Commento da Alessandra Muroni su 31 Ottobre 2008 a 1:20
Ecco la realtà che si affaccia come una valanga sull'Italia... Il governo ci rassicura che tutto va bene e invece non va bene nulla! Non si da più importanza alla cultura, alla dignità dei lavoratori che rischiano la vita in fabbrica, agli anziani che non hanno una pensione degna di questo nome. E adesso dopo l'approvazione di un decreto legge a dir poco sciagurato, anche le scuole dei piccoli paesini di montagna vengono sacrificate. Evidentemente questi bambini non studiano, meglio condannarli ad un futuro fatto di nulla...Impoverimento sociale, culturale e umano: questa è l'evoluzione dell'Italia!
Aleblu Commento da Aleblu su 31 Ottobre 2008 a 0:38
L'ultima frase scritta da Alessandro fa riferimento all'associazione di termini che più va di moda in questi tempi. Sì, di moda. Il binomio crisi/opportunità sta diventando (se non lo è già) un concetto inflazionato, si abusa di quello che può essere realmente un momento di riflessione e dibattito. Non intendo dire che i termini crisi/opportunità vengano usati in modo poco serio, ma che troppe volte questo concetto è "buttato sopra al tavolo" e impiegato superficialmente, senza avere effettivamente dei riscontri nella realtà di ciò che si sta dicendo o scrivendo. Forse è molto personale questa opinione, in quanto non riesco ancora a vedere quali siano le reali opportunità derivanti da una crisi di qualsiasi tipo, se non, come ho già affermato altrove, quelle di poter valutare e pesare gli errori commessi per non ripeterli più. Troppo poco, immagino...Il positivo che arriva dopo non l'ho mai visto e non riesco ancora a vederlo strettamente correlato con il negativo che c'è stato; il "pensare in circolo", superando le contrapposizioni, applicando quello che Fabrizio ha citato come pensiero fluido derivante dalla cultura orientale, non credo sia facilmente applicabile alla logica occidentale e al modo di pensare che ci ha sempre caratterizzato finora...Bisognerà cambiare per rimanere sulla cresta dell'onda, senza essere esclusivamente la schiuma affiorante di Francois Julien...Forse.
Per quanto riguarda la desertificazione delle scuole credo che ci sia poco da dire e qualcosa da fare...Quando è addirittura un governo a portare avanti tale processo, penso che le crisi vogliamo crearcele noi, calpestando qualsiasi opportunità.

Per fortuna che esistono ancora strumenti di democrazia...
Viviana Commento da Viviana su 28 Ottobre 2008 a 19:56
Desertificazione delle menti o dei monti?
Riguardo ai tagli e più in generale al tema scuola ed istruzione si legge sul numero 44 del 2 novembre 2008 del periodico Famiglia Cristiana:
‘Il filosofo Antiseri sostiene che: ‘Colpire la scuola e l'università significa colpire il cuore pulsante di una nazione’.
Credo che il valore e il ruolo della formazione, e in senso più lato della cultura, non vada sottovalutato o peggio calpestato in nessuna fase della nostra vita privata e sociale e soprattutto in nessun luogo, montano o metropolitano che sia.
A maggior ragione in questa delicata fase di cambiamento l’insegnamento dovrebbe primeggiare tra gli impegni presi da parte dei governanti!
Forse si vuole discriminare la cultura? Dimenticare l’illuminismo, la fede nella ragione umana, nella razionalità? E a proposito di lumi, Rousseau ci ricorda che: ‘Scienza e cultura, se sono asservite al potere, rafforzano la schiavitù dell'uomo anziché aiutarlo a liberarsi’. (Da J.J. Rousseau, Discorso sulle scienze e le arti, I).

Ciò che probabilmente mi preoccupa di più è l’eventuale desertificazione delle menti, che può sovrapporsi o meno a quella dei monti…
Davide Commento da Davide su 27 Ottobre 2008 a 15:09
Ricollegandomi alla previsione di sovraffollamento del primo intervento ed al concetto orientale di opportunità che possono germogliare da una crisi, penso e voglio credere che in un futuro prossimo, gli individui inizieranno a sentire sempre di più il disagio di una vita da metropoli e questo li porterà a riconsiderare determinati valori e stili di vita.
Per spiegare meglio la mia teoria, porto l'esempio di un paio di cari amici, che stanchi di un ambiente sempre più caotico, aria irrespirabie, danni ambientali continui e uno stress che porta sempre a più stress, hanno fatto nascere in loro una sorta di ambizione diversa da quelle alle quali siamo abituati nel panorama sociale che ci circonda (denaro e potere).
Questi due ragazzi di 27 anni (uno di Parigi e l'altro di Milano) ora hanno un sogno in comune, spostarsi dalle città verso monti e colline, per aprire agriturismi e piccole aziende biologiche, questo per vivere meglio loro, un eventuale famiglia e con i loro prodotti anche quelli che li circondano.
Alberto e Nicolas sono forse tra i primi che hanno trasformato il disagio metropolitano in un sogno, ma credo che con il tempo, sempre più persone inizieranno ad avere lo stesso sogno e quindi nascerà un nuovo fluso migratorio e turistico verso zone ora sacrificate.
Se le mie previsioni dovessero diventare realtà, sono convinto che una pioggia di scuole e servizi inonderà il territorio montano/collinare, ed a questo punto la desertificazione sarà debellata.
Fabrizio Commento da Fabrizio su 24 Ottobre 2008 a 19:26
Pensare orientale, come suggerisce l'ideogramma (abunai ki la versione giapponese, wei ji quella più antica, cinese) presuppone una capacità mentale di surfare, di conciliare gli estremi, di vedere il negativo quando si è nell'euforia della vincita e il positivo quando si è nel pieno della crisi. Che fare, dunque?
Direi: cavalcare l’onda del caos e condurla docile nel garage di casa propria.
Accettare le contraddizioni, oltrepassare gli schemi logici, favorire i flussi, superare la contrapposizione tra il bene e il male, le costruzioni lineari e la comunicazione unidirezionale. Se davvero si riducesse il budget per le scuole in postazioni avanzate sul territorio montano (spero di no!) forse diventa l'occasione per varare finalmente un programma volto finalmente ad usare le nuove tecnologie per fare e-learning comunque corroborato da contatti e meeting sul territorio tra alunni e insegnanti, meeting contaddistinti da gioia e visione volta al futuro per sorpassare in un solo balzo la noiosità dell'orchestra professoriale i
e l'indifferenza circostanziata degli alunni, il tutto in nome di una visione + "Learning by doing oriented" volta alla interattività e alla co-partecipazione virtuale e non.... per un pianeta migliore.... Si può pensarci?
Massimo Giordani Commento da Massimo Giordani su 23 Ottobre 2008 a 0:55
I profondi cambiamenti in atto a livello planetario stanno producendo cambiamenti tangibili anche nelle realtà più periferiche. La "desertificazione", probabilmente, è prima di tutto culturale, indotta da una lotta quotidiana per la sopravvivenza che toglie tempo a ogni riflessione.
Da un lato, la tecnologia ci potrebbe aiutare ad allontanarci dal caos urbano mantenendo intatte le possibilità relazionali, dall'altro, sembra che il potere aggregante delle metropoli obblighi a orbitare intorno al loro centro gravitazionale. E' ovvio che se si tolgono scuole, ospedali e servizi di prima necessità dalle aree periferiche si è costretti ad abbandonare in modo sempre più massiccio queste zone contribuendo al degrado del territorio. In due modi: desertificando certe aree e sovraffollandone altre con problemi simmetrici e ugualmente gravi.

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